Dal 3 febbraio 2010  entreranno nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Agata

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La festa si compone di riti e di momenti che si ripetono da cinque secoli e rendono l'evento denso di momenti indimenticabili che hanno pochi riscontri al mondo. Il primo giorno, il 3 febbraio è riservato alla offerta dei ceri e alle candelore. Chi ha ricevuto una grazia dalla Santa o chi la sta chiedendo porta in dono un cero che la tradizione vuole sia pesante quanto la persona che lo sta offrendo e che chiede la protezione della Santa.La processione fa un breve giro dalla Fornace alla Cattedrale e vi partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Alla processione partecipano anche due carrozze settecentesche, i landò, che un tempo appartenevano al Senato che governava la città e le Candelore. Queste ultime sono costruzioni lignee intagliate, dorate e realizzate dalle antiche corporazioni di mestiere che vengono portate in spalla in segno di espiazione o come ringraziamento per una grazia ricevuta. Le candelore sono delle vere e proprie opere d’arte decorate da putti dorati, santi, scene del martirio, fiori, bandiere. Un tempo quando non esisteva l’illuminazione elettrica le candelore avevano il compito di illuminare il cammino della processione. Il numero dei portatori può variare da 4 a 12, tutto dipende dal peso della candelora. Le candelore sono l’omaggio che la città rende alla Santa Patrona, alle sue reliquie, al bellissimo busto trecentesco intarsiato di pietre preziose contenuto nella Cattedrale. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine, un tempo se ne contavano 28, una per ogni corporazione, oggi sono solo undici in rappresentanza dei giardinieri, dei fiorai (in stile gotico-veneziano), dei pescivendoli (in stile tardo-barocco), dei fruttivendoli (la candelora è chiamata “la signorina” per l’andatura elegante che caratterizza il suo incedere), dei macellai (una torre a quattro ordini), dei pastai (un semplice candeliere settecentesco senza scenografie), dei pizzicagnoli e dei bettolieri (in stile liberty), dei panettieri. Quest’ultima è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli e per la sua cadenza è chiamata la “mamma”. Chiude la processione la candelora del Circolo Cittadino di Sant’Agata mentre ad aprire del corteo era stato il piccolo cero di Monsignor Ventimiglia.La prima giornata di festa si conclude con i fuochi d’artificio in Piazza Duomo a simboleggiare la grande gioia dei devoti e il martirio di Sant’Agata avvenuto sulle braci. Il grande dispiegamento di fuochi d’artificio serve anche ad esorcizzare le eruzioni dell’Etna e gli incendi.